Donald Trump si sente in diritto di dire tutto e il suo contrario nel fazzoletto di un pomeriggio. Reclamare il Nobel per la pace e dichiarare guerra. Brindare festosamente a un accordo e promettere un' Apocalisse di bombe. Intanto però registriamo il punto più basso raggiunto dalla Casa BiancaIl presidente americano più logorroico, grafomane, bugiardo della storia ha creato il paradosso per il quale, giudicandolo inattendibile, il mondo aspetta che sia il regime degli ayatollah a validare le sue parole: l’ennesimo aspetto, non trascurabile, della crisi di un Occidente che, se non è mai stato un faro di verità, tuttavia non era mai assurto a campione planetario delle falsità. Al punto che un regime oscurantista, teocratico e dittatoriale pare più serio del paese (ex) guida delle democPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Gigi RivaÈ stato direttore del Giornale di Vicenza dal 2001 al 2002 e caporedattore centrale del settimanale L'Espresso dal 2012 al 2016. È stato a lungo inviato speciale nell'ex Jugoslavia e in Medioriente rispettivamente per il Giorno e L'Espresso. Ha lavorato anche al Giornale di Bergamo, Gazzettino, e D - la Repubblica delle donne. Ha pubblicato diversi libri tra cui Ingordigia, vita morte e truffe del broker dei vip (Mondadori). Il suo ultimo libro è C’era l’amore a Sarajevo (Mondadori).