L'AIA - La grande sala della conferenza stampa attende in silenzio, per oltre un’ora, l’arrivo di Donald Trump. Sul palco un unico podio: il presidente fa tutto da solo, dà e toglie la parola; conosce i giornalisti, soprattutto quelli delle «fake news», Cnn, Msnbc, New York Times. Alle 16 «The Donald» sbuca dalle quinte, solito completo blu, solita cravatta rossa. Avanza leggermente incurvato e sembra fendere lo spessore di quell’atmosfera. Primo giro di domande e presto la platea dei giornalisti diventa una bolgia. C’è chi balza in piedi urlando, chi sbraita protendendo il microfono, chi agita le braccia per attirare l’attenzione.
Trump, battute e superlativi al vertice Nato: «Fordow? Come Hiroshima». Così Donald si propone come «presidente essenziale»
I fallimenti internazionali vengono ribaltati e presentati come obiettivi raggiunti. Poi Trump «rassicura» una giornalista ucraina










