Il presidente degli Stati Uniti ha detto che sentirà Zelensky, quello della Russia ha invitato l’Europa a “non ostacolare la pace”

New York – Progressi ma ancora nessun accordo sull'Ucraina e nessun accenno al cessate il fuoco o a un vertice trilaterale con Volodymir Zelensky. La sintesi dell'incontro di quasi 3 ore con Vladimir Putin in Alaska e nei soliti equilibriimi verbali di Donald Trump: "Non c'è accordo finché non c'è l'accordo", il gioco di parole usato dal presidente degli Stati Uniti.

Certo, il summit pare aver rinsaldato il rapporto tra i due leader. Trump ha riservato a Putin un trattamento da grande amico, molto diverso da quello riservato pochi mesi fa a Zelesnky nello Studio Ovale. Ad accogliere lo zar sulla pista dell'aeroporto c'erano un tappeto rosso e lo stesso presidente americano che lo ha applaudito, gli ha stretto la mano e poi, con una mossa senza precedenti, lo ha accolto sulla sua limousine presidenziale, per percorrere il breve tragitto dalla base militare al luogo ufficiale dell'incontro. Dieci minuti di vero faccia a faccia in cui i due leader sono stati completamente da soli, senza neanche i traduttori.

L'incontro ufficiale, che li ha visti accompagnati tutti e due da ristrette delegazioni, è durato quasi tre ore. Poi si sono presentati davanti a quella che doveva essere una conferenza stampa parlando entrambi di "progressi" e "accordi", ma senza fornire alcun dettaglio sul loro colloquio. E soprattutto senza accettare le domande dei giornalisti. Nessuno dei due dal palco ha citato mai la parola “tregua”, nonostante che Trump prima di arrivare ad Anchorage avesse detto che avrebbe premuto per un cessate il fuoco immediato: "Non sarò contento se non sarà oggi", aveva anticipato. Putin ha parlato di incontro "costruttivo e utile", definendo la guerra in una Ucraina una "tragedia" e dicendosi d'accordo con Trump sul fatto che la "sicurezza dell'Ucraina debba essere garantita". Lo zar, che rompendo il protocollo ha aperto la conferenza stampa nonostante non fosse il padrone di casa, ha fatto più volte riferimento ad "accordi" raggiunti ma senza entrare nel dettaglio: le intese decise "dovrebbero essere il punto di partenza, si è limitato a dire. Aggiungendo di augurarsi che l'Ucraina e l'Europa "non ostacolino gli sforzi di pace". Il leader del Cremlino ha poi invitato Trump in Russia: "La prossima volta ci vediamo a Mosca", ha detto, mettendo così l'accento sui buoni rapporti con l'inquilino della Casa Bianca e, affermano alcuni osservatori, sulla sua riabilitazione sul palcoscenico internazionale dopo essere stato accolto negli Stati Uniti.