Pubblicato il: 12/06/2026 – 19:18

REGGIO CALABRIA Linea dura per il cuore pulsante della consorteria di Rosarno nel maxiprocesso d’appello nato dall’inchiesta “Blu Notte”, l’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, che ha squarciato il velo sulle nuove dinamiche della ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro. Davanti ai magistrati della prima sezione della Corte d’Appello reggina, presieduta da Gianfranco Grillone con i consiglieri Giuseppe Perri ed Elvezia Antonella Cordasco, l’accusa chiesto la conferma per la quasi totalità delle condanne emesse in primo grado.

L’inchiesta

L’indagine, condotta dai Carabinieri, ha ricostruito la ragnatela di interessi di un clan capace di spaziare dall’associazione mafiosa al concorso esterno, passando per il porto e la detenzione di armi comuni e da guerra, estorsioni, usura, danneggiamenti aggravati dalle finalità mafiose, riciclaggio e autoriciclaggio, fino a una pervasiva associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Una multinazionale del crimine con profonde radici a Rosarno e San Ferdinando, ma capace di proiettare i propri interessi economici in molte regioni d’Italia e di contare su solidissime e strategiche ramificazioni all’estero.