La data cerchiata in rosso da anni dal governo Meloni è arrivata: oggi, 12 giugno, entra in vigore il Patto asilo e immigrazione, che rivede in senso restrittivo la normativa europea in materia di migranti. “Finalmente l’Europa assume una linea più determinata nel contrasto all’immigrazione illegale. È un risultato raggiunto grazie all’impegno del governo sui tavoli ministeriali”, dice il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Il decreto che fa entrare in vigore immediatamente il Patto, apprende HuffPost da fonti di governo, è stato bollinato nelle ultime ore. Meloni e i suoi ministri sono entusiasti della norma perché sostengono che sia stata Roma ad aver fatto da apripista a questo nuovo corso attraverso il cosiddetto modello Albania. Attraverso, cioè, l’istituzione di un protocollo con Edi Rama che ha portato alla costruzione di due centri per migranti in Albania, totalmente gestiti dall’Italia. Ma è davvero così? No. Perché il patto appena approvato non legittima il modello Albania. Introduce altre novità, che vanno nel senso di un controllo muscolare dell’immigrazione, ma che nulla hanno a che vedere con il protocollo Meloni-Rama. Una norma che, peraltro, è stata modificata più volte, per sfuggire ai provvedimenti di diniego dei giudici. E sulla quale si pronuncerà nelle prossime settimane la Corte di giustizia europea.