In vigore da venerdì 12 giugno il Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo. E dal Governo è stato definito, con decreto legge approvato la scorsa settimana in consiglio dei ministri e pubblicato sempre il 12 giugno in Gazzetta ufficiale (con entrata in vigore il giorno stesso), il quadro delle modifiche normative necessarie per l’adeguamento del nostro ordinamento.

Le categorie interessate

Centrale la nuova disciplina delle richieste di asilo in particolare per tre categorie di persone migranti: chi presenta rischi per la sicurezza nazionale, chi ha mentito o presentato documenti falsi sulla propria identità, chi proviene da Paesi con tassi di accoglimento delle domande inferiore al 20 per cento.

Stop al lavoro

Il testo disciplina le fasi della manifestazione di volontà, della registrazione e della formalizzazione della domanda di protezione internazionale, oltre ai documenti rilasciati al richiedente. Si interviene inoltre sull’accesso al lavoro del richiedente protezione internazionale, innalzando a 90 giorni il periodo prima del quale l’attività lavorativa è vietata.