Cosa prevede il nuovo Patto Si tratta di un pacchetto di riforme composto da nove regolamenti e una direttiva, volte a uniformare e rendere più efficace la gestione dei flussi migratori tra gli Stati membri dell’Ue. L’obiettivo è ridisegnare le politiche europee con procedure più rapide, liste comuni di Paesi sicuri e un meccanismo di solidarietà vincolante. Le principali novità riguardano soprattutto i controlli alla frontiera. Screening approfonditi, raccolta dati e pratiche accelerate. Per gli arrivi irregolari sarà introdotto un triage obbligatorio con identificazione, controlli sanitari, verifica della vulnerabilità e registrazione dei dati biometrici. Oltre alle impronte digitali, saranno raccolte immagini del volto e documenti digitalizzati. Inoltre, l'età minima per il rilevamento dei dati scende da 14 a 6 anni. La procedura non dovrà protrarsi oltre i sette giorni. Sul fronte dell'asilo, le procedure di frontiera dovranno concludersi entro 12 settimane, in alcuni casi sarà applicato il procedimento accelerato di 3 mesi. La bocciatura della domanda comporterà il respingimento o il rimpatrio. I Paesi riconosciuti da Bruxelles come "sotto pressione migratoria", per esempio la Spagna, potranno beneficiare anche del “sistema di redistribuzione”, smistando i migranti fra gli Stati membri. Ma il premier Sanchez ha ribadito che "la Spagna continua a nutrire profonde preoccupazioni riguardo ai centri di rimpatrio", come quelli italiani costruiti in Albania.
In vigore il nuovo Patto Europeo sulla migrazione e l'asilo: ecco cosa prevede
Ecco cosa prevede. È la prima volta nei suoi 33 anni di storia che l’Europa e i suoi Stati membri condividono una politica comune sulla materia










