«Come Ue ci siamo assunti molte responsabilità. Prima non avevamo un sistema ed è per questo che alla fine non avevamo controllo su ciò che accadeva nell’Unione», ha dichiarato ieri il Commissario europeo agli Affari interni Magnus Brunner. Era a Cipro per un vertice ministeriale informale sul Patto migrazione e asilo in vigore da ieri. Il pacchetto di regolamenti approvato al termine della scorsa legislatura europea dopo lunghi negoziati «passa dall’accordo politico alla fase pratica di attuazione», ha aggiunto Nicholas Ioannides, viceministro per la Migrazione di Nicosia.

DAL PORTOGALLO alla Romania, dall’Italia alla Finlandia ora valgono le nuove regole. Accelerano in maniera generalizzata le procedure d’asilo, abbattendo le garanzie. Le norme estendono l’uso di detenzione amministrativa, anche per famiglie e minori, e di misure simili al confino. Insistono sull’identificazione biometrica degli stranieri, attraverso banche dati comuni e le più moderne tecnologie. Permettono l’esternalizzazione dei richiedenti asilo con i futuri centri nei «paesi terzi sicuri». L’obiettivo è limitare la libertà di movimento dei migranti, anche dentro le frontiere Ue, e facilitare le deportazioni. Il risultato più probabile sarà un aumento esponenziale delle persone in situazione di irregolarità.