Bending spoons è la società fondata a Milano da Luca Ferrari e da tre suoi amici nel 2013 con soli 40 mila euro di capitale. Si quoterà presto al Nasdaq di New York con l’obiettivo di arrivare a una capitalizzazione tra i 20 e i 30 miliardi di dollari.
Gianni Tamburi è uno degli azionisti. Ha creduto e investito, con la sua Tip, in quella che in pochi anni è diventata uno dei pochi «unicorni» (cioè aziende che valgono più di un miliardo). Lo ha fatto con tante altre imprese del made in Italy. Un vero talent scout della migliore imprenditoria.
In un articolo pubblicato oggi su Il Sole 24 Ore, Tamburi svela una semplice realtà che dovrebbe far riflettere il legislatore italiano e chi scrive le norme europee sul mercato dei capitali. È stato più facile portare l’azienda milanese che «piega i cucchiai» (citazione da Matrix) sul mercato tecnologico americano che quotarla a piazza Affari, cioè a poche centinaia di metri dalla sua sede. Tamburi si duole del fatto che nonostante il successo dell’Euronext Growth Market - ovvero il mercato specializzato nelle Pmi ad alto potenziale di crescita della Borsa italiana - sia ancora così difficile e costosa la quotazione. Con l’assurdità dell’applicazione delle regole del golden power che tradiscono l’idea, il sospetto che dietro una proprietà diffusa sul mercato si nasconda chissà quale pericolo per la sicurezza nazionale. Anche la premier Giorgia Meloni, negli interventi recenti, ha sottolineato l’anomalia che soltanto 40 dei 260 miliardi raccolti dai fondi pensione siano investiti nell’economia reale italiana. Certo, ci vogliono regole diverse, incentivi fiscali (per esempio nel rilancio dei Pir, i Piani individuali di risparmio). Tamburi sposa la via svedese. Di che cosa si tratta? Di uno strumento, in sigla Isk, che comporta l’obbligo di investire, attraverso i fondi pensione, non meno del 2,5 per cento dei propri risparmi in azioni delle società svedesi. Da qui un’ondata di quotazioni. In Italia solleverebbe, temiamo, un’altra ondata. Di polemiche su un ipotetico sequestro di risparmio privato. Non è dunque solo un problema di regole ma anche di cultura finanziaria. Del resto assistiamo allo spot pubblicitario del Tesoro per i nuovi Btp i cui i risparmiatori ricevono buoni consigli da una cartomante, figura ritenuta attendibile e affidabile.













