È ufficiale: Bending Spoons ha depositato la dichiarazione di registrazione sul modulo F-1 presso la U.S. Securities and Exchange Commission (SEC), avviando formalmente il percorso verso una Initial Public Offering (IPO) sul Nasdaq Global Select Market, sotto il ticker simbolo "BSP". L'annuncio arriva da Milano, ma il palcoscenico è quello di Wall Street.
Tempistiche, numero di azioni e fascia di prezzo non sono ancora stati definiti, ma le indiscrezioni parlano chiaro: la finestra temporale puntata dall'azienda sarebbe la fine di giugno, con una valutazione attesa intorno ai 20 miliardi di dollari e una raccolta potenziale che potrebbe superare i 4 miliardi.
Un modello di business unico nel suo genere
Fondata a Milano nel 2013 da Luca Ferrari e soci, Bending Spoons non è una tech company come le altre. Il suo modello di business si fonda su un'idea apparentemente semplice ma di complessa esecuzione: acquisire prodotti digitali e aziende tecnologiche in difficoltà, e riportarle alla redditività attraverso ottimizzazione dei costi, ingegneria del software di alto livello e un uso massiccio dei dati.
In poco più di un decennio, la società ha completato oltre 50 acquisizioni, costruendo un portafoglio che include nomi di assoluto rilievo internazionale: Evernote, l'app di note taking un tempo simbolo della produttività digitale; WeTransfer, storica piattaforma di condivisione file; Vimeo, la piattaforma video alternativa a YouTube; e persino la leggendaria America Online (AOL), brand iconico dei primordi di internet.











