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Paolo Tomaselli, nostro inviato a East Ruherford

Pressioni e tensioni prime del debutto a Los Angeles: 14 visti negati. Taremi: «Noi, più forti delle difficoltà». Il tecnico Ghalenoei: «Possiamo fare qualcosa di epico»

«Vamos Iran!». A Tijuana hanno adottato il nemico degli Usa, che ha trovato alloggio all’ultimo momento sul confine messicano e prepara il debutto a Los Angeles con la Nuova Zelanda, fra tante incognite e una consapevolezza. Rafforzata dalle parole del ct Amir Ghalenoei: «Abbiamo le potenzialità per fare una Coppa da ricordare, possiamo fare qualcosa di epico». L’Iran è stata una delle prime a qualificarsi. Dopo il Giappone è la migliore squadra dell’Asia. E sogna di passare per la prima volta la fase iniziale del Mondiale: «Ha ottime possibilità di riuscirci — riflette Andrea Stramaccioni, che a Teheran ha allenato l’Esteghlal FC ed è al Mondiale per la Rai — . La squadra è molto esperta, forse un po’ lenta in alcune zone del campo, ma l’età media elevata può essere utile per gestire le grandi tensioni. E anche il fatto di conoscersi bene tra di loro, può aiutare i giocatori a superare l’impatto iniziale: la sfida coi neozelandesi è già decisiva, perché Belgio ed Egitto sono ben più strutturati».