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Massimiliano Nerozzi, inviato a Los Angeles

Parla l'attaccante iraniano: «Siamo dovuti partire da Tijuana per Los Angeles, il giorno prima della partita, ora ripartiamo. Chiediamo almeno di poter arrivare due giorni prima»

Non è la rabbia per il pareggio con la Nuova Zelanda, o i fischi di tanti tifosi del Sofi Stadium - «noi giochiamo per tutti gli iraniani, dentro e fuori il Paese» - ma è per una situazione, quella logistica dell’Iran al Mondiale che Mehdi Taremi definisce «una tragedia». Di più, «una cosa un po’ sleale». Magari si potrà fare qualcosa, spera: «Infantino (presidente della Fifa, ndr) è venuto negli spogliatoi - racconta - dicendo che ci avrebbe aiutato, ma dipende da tante cose». Trump?, grida un cronista: «Ehi, io sono solo un giocatore di pallone».

Però così è davvero difficile, sottolinea: «Ieri siamo dovuti partire da Tijuana per Los Angeles, il giorno prima della partita, ora ripartiamo. Chiediamo almeno di poter arrivare due giorni prima».E ancora: «Nella Coppa del Mondo devi prepararti bene per la partita successiva, perché c'è molto stress per i giocatori, lo staff e tutti. Ma noi non abbiamo quel supporto, e penso che la Fifa debba aiutarci più di così».Sul resto, evita di commentare, mentre al compagno Ramin Rezaeian, andato in gol, un po' girano le scatole: «I fischi? Se c'è un problema, è una questione che riguarda solo noi».