di
Redazione Sport
L'Iran saluta la Nazionale per i Mondiali, che parte nonostante le minacce di boicottaggio per la guerra: il presidente federale Taj invoca i martiri e la Guida Suprema. Il ritiro è in Arizona, giocherà a Los Angeles e Seattle
Con largo anticipo sulla data dell'esordio (15 giugno) e in un clima di permanente incertezza sulla reale partecipazione — ancora si parla di ripescaggi, ma a meno di un mese dal via ufficiale il tempo stringe — , l'Iran ieri sera, mercoledì 13 maggio, ha salutato la Nazionale che volerà negli Stati Uniti per i Mondiali di calcio, ma prima farà un ritiro in Turchia.
In una cerimonia carica di significati politici più che sportivi, i giocatori hanno sfilato sul palco allestito in Piazza Enghelab (Rivoluzione), nel cuore di Teheran. Il tutto sotto l'attenta regia della televisione di Stato. Presenti l'allenatore Amir Ghalenoei e il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj, al quale di recente il Canada (altro Paese organizzatore) ha vietato il visto d'ingresso — era diretto al Congresso Fifa di Vancouver — in quanto ex membro delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, considerate alla stregua di un gruppo terroristico.







