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11 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:56
La guerra in Medioriente non risparmia lo sport. C’è l’incognita sulla partecipazione della nazionale iraniana ai prossimi Mondiali, e adesso pure dell’Iraq agli imminenti spareggi di qualificazione, viste le difficoltà negli spostamenti (dovrebbe giocare fra poche settimane in Messico contro la vincente di Bolivia-Suriname). Ma, soprattutto, ci sono i bombardamenti che fanno vittime e danni anche tra gli sportivi. Tanto che il Comitato Olimpico di Teheran ha scritto ufficialmente al Cio per denunciare la violazione della tregua olimpica e chiedere l’esclusione dalle competizioni di Stati Uniti e Israele.
La comunicazione, firmata dal segretario generale Mehdi Alinajad, è indirizzata a James MacLeod, responsabile delle relazioni con i comitati nazionali e della solidarietà olimpica. Nel documento vengono elencati gli attacchi che hanno colpito direttamente lo sport e le conseguenze sul movimento. Come il bombardamento di un palazzetto nel sud del Paese, in cui sarebbero morte 20 ragazze che si stavano allenando a pallavolo. I danni alla sede del Comitato e di numerosi impianti, come l’accademia olimpica e uno stadio. La morte di diversi funzionari, tra cui il capo della commissione etica. Per tutto ciò, l’Iran chiede alle autorità sportive internazionali di indagare e adottare misure in risposta a quella che descrive come “un’aggressione diretta” contro la comunità sportiva del Paese.












