Con la guerra in corso tra Usa, Israele e Iran è difficile immaginare che la squadra di calcio iraniana partecipi a giugno ai Mondiali organizzati proprio dagli States in collaborazione con Messico e Canada.
Eppure, in assenza di una rinuncia ufficiale da parte di Teheran, il tema è in cima alle agende della Fifa. Il presidente Gianni Infantino ne ha parlato con il presidente Donald Trump alla Casa Bianca e, con insistita enfasi, ha rivelato come Trump gli abbia "assicurato che la nazionale dell'Iran è benvenuta al Mondiale".
Parole che stridono con le immagini della guerra e, soprattutto, poco collimano con quelle del ministro iraniano dello Sport: "Dal momento che questo governo corrotto (statunitense, ndr) ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali", ha affermato il ministro Ahmad Donjamali. Due linguaggi totalmente diversi e distanti. Il Mondiale "unirà le persone", giura Infantino che "ringrazia sinceramente Trump per il suo sostegno" nel ribadire che il calcio "unisce il mondo".
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Agenzia ANSA













