Con largo anticipo sulla data dell'esordio (15 giugno) ed in un clima di permanente incertezza sulla reale partecipazione, l'Iran ha salutato la Nazionale che volerà negli Stati Uniti per il Mondiale di calcio.
In una cerimonia carica di significati politici più che sportivi, i giocatori hanno sfilato sul palco allestito in Piazza Enghelab (Rivoluzione), nel cuore di Teheran. Il tutto sotto l'attenta regia della televisione di stato. Presenti l'allenatore Amir Ghalenoei ed il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj, al quale di recente il Canada (altro Paese organizzatore) ha vietato il visto d'ingresso - era diretto al Congresso Fifa di Vancouver - in quanto ex membro delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, considerate alla stregua di un gruppo terroristico.
"I giocatori ai Mondiali rappresenteranno il popolo, i combattenti del Paese, la Guida Suprema (Mujtaba Khamenei) e la nazione - ha scandito lo stesso Taj - La nostra è una nazionale di calcio in tempo di guerra", ha aggiunto, che sarà un "pilastro di autorità e resistenza". Parole che hanno scatenato l'entusiasmo della folla, pronta a rispondere con canti e slogan. Molte le foto dell'ex Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso negli attacchi israelo-americani che hanno dato il via alla guerra in Medio Oriente. "Per il sangue dei martiri, cantate l'inno con fermezza e senza esitazione", recitava un cartello.









