Il 15 o il 16 maggio il presidente della federazione iraniana dovrebbe incontrare la FIFA per avere risposte sui visti: senza quelli, molti membri della delegazione non potranno entrare negli USA

Ieri a Teheran c’è stata la cerimonia di saluto per la partenza della nazionale iraniana diretta ai Mondiali. Ma in realtà l’Iran non ha ancora la certezza di poter entrare negli Stati Uniti. Diversi membri della delegazione iraniana sono ancora senza visto, la federazione di Teheran chiede garanzie alla FIFA e sul tavolo resta anche il nodo più delicato: i controlli sui dirigenti ed ex militari legati ai Pasdaran, le Guardie rivoluzionarie considerate organizzazione terroristica da Washington.

Dietro le rassicurazioni pubbliche della FIFA si sta consumando un complicato braccio di ferro politico e burocratico che coinvolge Washington, Teheran e gli organizzatori del torneo. Secondo Reuters, la Federcalcio iraniana (FFIRI) sta chiedendo alla Fifa «garanzie» formali affinché tutti i componenti della delegazione possano entrare negli Usa «senza discriminazioni politiche».

Il nodo riguarda soprattutto i membri legati ai Pasdaran, le Guardie rivoluzionarie iraniane, che Stati Uniti e Canada considerano un’organizzazione terroristica. E il problema non è teorico: il presidente della federazione iraniana, Mehdi Taj, ex membro dei Pasdaran, è già finito al centro di incidenti diplomatici nelle ultime settimane, quando insieme ad altri dirigenti ha avuto problemi di accesso in Canada in occasione del congresso FIFA di Vancouver.