L'Iran è impegnato alle 3 (ora italiana) del 16 giugno contro la Nuova Zelanda. Previste proteste degli irano-americani fuori dallo stadio di Los Angeles. Il ct: «Siamo qui per rappresentare il popolo iraniano»
L’ha voluto il caso, ma l’esordio dell’Iran dei Mondiali ospitati (anche) dagli Stati Uniti si giocherà quasi in concomitanza dell’annuncio dell’accordo tra i due Paesi. Una situazione esterna al calcio giocato, alla partita che la nazionale giocherà contro la Nuova Zelanda alle 3:00 del 16 giugno (ore 18:00 a Los Angeles). Ma che ha influenzato l’avvicinamento di staff e giocatori iraniani alla Coppa del Mondo, con visti lampo per giocatori e staff e il ritiro spostato dall’Arizona a Guadalajara, in Messico, anche se l’Iran giocherà le partite del girone G sul suolo statunitense. Il commissario tecnico Melli Amir Ghalenoei non vuole parlare del contesto internazionale intorno alla gara d’esordio: «Siamo qui per giocare a calcio. Siamo qui per rappresentare, con tutto il rispetto, il popolo iraniano: gli iraniani nel nostro Paese e quelli della diaspora. Non siamo persone politiche, il calcio è separato dalla politica». Si unisce anche l’attaccante Mehdi Taremi, che però ammette di aver sentito «molta tensione» intorno alla sua nazionale all’arrivo negli Usa.












