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Prima di ogni Consiglio europeo, cioè quel vertice che riunisce i capi di Stato e di governo dell’Unione, Giorgia Meloni si presenta in Parlamento per spiegare quali saranno i temi in agenda e, soprattutto, quale sarà la linea dell’Italia nelle varie discussioni. I partiti, singolarmente o in coalizione, presentano poi delle risoluzioni su quel discorso che vengono poi votate e in questo modo si dà sostanzialmente mandato alla presidente del Consiglio per comportarsi in un modo o in un altro. Ovviamente un grande tema di questa sessione del Consiglio europeo sarà la guerra nel Golfo, che sta mettendo a rischio l’intera stabilità economica globale. Su questo fronte Giorgia Meloni ha ammesso le difficoltà. Ha addirittura detto, pur ribadendo che l’Italia sostiene questo dialogo altalenante tra Stati Uniti e Iran, di non sapere se un negoziato sia ancora possibile. E in particolare su Donald Trump, già qualche minuto prima, parlando di Ucraina, aveva ammesso un’altra cosa: cioè che le discussioni non fossero sempre facile. Tornando al Golfo, Meloni – che di solito in questi discorsi ha sempre toni molto trionfalistici, mentre oggi non ha nascosto dubbi e difficoltà – ha anche detto che sarebbe il momento di chiedersi in che direzione voglia andare la relazione tra Unione europea e Israele.















