a
All'Aula della Camera si sono tenute le comunicazioni del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del prossimo consiglio Ue del 18 e 19 giugno. Testo consegnato poi all'aula del Senato. Il programma prevede la discussione generale a Montecitorio, la replica del premier, e poi l'esame e il voto delle risoluzioni presentate. Il tutto per circa 5 ore di lavoro previste.
"Le conclusioni dell'ultimo Consiglio europeo hanno indicato una direzione chiara e pragmatica, invocando la necessità di azioni concrete per ridurre i prezzi, far fronte all'eccessiva volatilità nel breve termine, attenuare l'impatto del sistema di scambio di quote di emissione, cioè Ets, sui prezzi dell'energia elettrica. È stato un risultato faticoso, non scontato - ha detto tra l'altro Meloni - E qui c'è un punto fondamentale che io penso vada chiarito. La sintesi che la politica raggiunge all'esito di lunghissime discussioni, non sono un esercizio dialettico, sono l'esercizio della democrazia. Ognuno di noi, quando si presenta in Consiglio europeo, lo fa con alle spalle un mandato del proprio Parlamento. Quel Parlamento a sua volta opera secondo un mandato popolare. Per questa ragione, le decisioni che noi prendiamo devono essere rispettate, devono essere attuate, non possono essere rimesse in discussione o addirittura ribaltate da interpretazioni surreali, ammantate come tecniche, di burocrati che non devono rendere conto a nessuno delle proprie decisioni e che forse anche per questo hanno finito per perdere il contatto con la realtà. Lo abbiamo visto con l'attuazione del principio della neutralità tecnologica, lo abbiamo visto con il recente atto delegato in materia di revisione dei benchmark Ets, di cui chiediamo una revisione urgente e lo stiamo vedendo nelle prime anticipazioni del contenuto della revisione organica del sistema Ets attesa per luglio".













