Il formato non cambia. Per Giorgia Meloni le comunicazioni al Parlamento alla vigilia dei consigli europei sono sempre un’occasione per bastonare le opposizioni. Sui soldi spesi da Conte col superbonus, ormai una sorta di litania, ieri con un addendum sulle mascherine Covid. E poi le rinnovabili, tema molto caro al centrosinistra. «Col nostro governo l’energia da rinnovabili è aumentata di 24 gigawatt, col governo Conte 2 solo di 1,5 gigawatt. Sono loro che non hanno fatto nulla. E i presidenti che più si oppongono ai nuovi impianti sono quelli di Sardegna e Toscana, di centrosinistra».

LA REPLICA DI SCHLEIN: «Certo che sono cresciute le rinnovabili, ma meno della media europea. E ora von der Leyen in cambio della flessibilità vi costringe a fare quello che non avete voluto fare: investire nelle rinnovabili». E ancora, sulla tasse: «L’unica cosa che unisce il campo largo è l’idea di nuove tasse, dalla patrimoniale a quella di successione», attacca la premier. Il capogruppo di Fdi Bignami tira fuori in aula un vecchio libro di Schlein in cui ipotizzava un prelievo «sui grandi patrimoni sopra i 500mila euro». «Vergogna, sono i risparmi delle famiglie». Conte precisa: «Noi faremo la redistribuzione senza nuove tasse, tagliando le spese militari e colpendo gli extraprofitti di banche e aziende energetiche». Controreplica di Meloni: «Perché non lo avete fatto quando eravate al governo?». Proteste dai banchi delle opposizioni.