Lo rivendica, camminando sorridente nei saloni di Palazzo Chigi. Giorgia Meloni porta a casa "un risultato estremamente importante", con quella flessibilità sull'energia che sembrava "a molti impossibile", non manca di sottolineare la presidente del Consiglio. Che non nasconde la soddisfazione per un esito non scontato e ottenuto "lavorando in silenzio e con serietà", come sottolinea anche il ministro Giancarlo Giorgetti. Alla faccia "dei gufi", è la sintesi di una giornata che segna solo una tappa, per quanto cruciale, del percorso per "mitigare gli effetti" dei rincari dell'energia.

Perché ora inizia una parte altrettanto delicata, complessa quanto il negoziato condotto in queste settimane con Bruxelles, cioè quella di tradurre in un piano organico da presentare alla Ue questi margini di flessibilità per 14 miliardi (in tre anni). Perché "si fa presto", per dirla come il titolare dell'Economia, "a buttare via i soldi".

Intanto l'esecutivo si gode il momento, ripetendo il claim dell'Italia che "indica la strada alla Ue", come fa la stessa premier, salutando come un "risultato storico" anche il nuovo "regolamento sui rimpatri" e il "modello Albania che la sinistra ha tentato di ostacolare in tutti i modi" che ora diventa "strumento a disposizione dell'Europa intera".