Risoluzione desiderata:
La premier chiede più flessibilità all’Europa per sostenere famiglie e imprese contro il caro energia, mentre nel governo restano tensioni sulla linea da tenere con Bruxelles
"Non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la Difesa, e lo dico da persona che sostiene con forza la necessità che Italia ed Europa facciano di più per difendersi". Giorgia Meloni torna in parlare in tv forte del superamento dello scoglio elettorale ma con davanti altri snodi delicati a partire dal confronto con la Commissione europea. "Se di fronte alle crisi – ha poi proseguito - non siamo in grado di dare risposte ai cittadini e alle imprese rischiamo che non ci sia più niente da difendere in questa nazione. E quindi bisogna cercare un equilibrio", ha concluso.
La trattativa con i vertici europei
La premier vuole gestire con ordine e discrezione la trattativa con i vertici europei per ottenere flessibilità fiscale sulle spese energetiche, evitando che diventi uno scontro politico. La regia della trattativa è affidata al vice presidente della Commissione e commissario per la coesione, Raffaele Fitto, che lavora in silenzio come tramite tra Roma e Bruxelles anche se a metà mattinata ha fatto sapere di aver inviato una lettera ai 27 paesi. Un invito a usare i fondi per la coesione per ridurre i costi dell'energia. L'obiettivo è chiaro, spingere tutti nell'uso di tutte le risorse già stanziate per dare un sollievo immediato a famiglie e imprese.










