"Noi non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa. E lo dico da persona che sostiene con forza la necessità che l'Italia e l'Europa facciano di più per difendersi da sole. Banalmente, perché come ho tentato di spiegare molte volte, quando tu chiedi a qualcun altro di occuparsi della tua difesa, poi lo paghi". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni in collegamento a ‘Mattino5’, parlando della trattativa con la Commissione Ue per ottenere flessibilità per le misure contro il caro energia. "Dall'altra parte però è evidente che se noi di fronte alle crisi non siamo in grado di dare risposte ai cittadini alle crisi, rischiamo che ci sia proprio niente da difendere con questa nazionale, quindi bisogna cercare un equilibrio”. In sostanza, la premier ha ribadito un concetto già esposto all'assemblea di Confindustria di lunedì: la spesa per la difesa è importante, ma se non si aiutano famiglie e imprese a superare l’impatto della crisi energetica, si rischia di non avere più “niente da difendere”. Questione che crea un problema per Guido Crosetto, ministro della Difesa, ancora in attesa di risposte dal titolare dell'Economia Giancarlo Giorgetti su un eventuale accesso dell'Italia al fondo europeo 'Security action for Europe', per potenziare le capacità di difesa degli stati membri. La decisione deve essere presa entro il 30 di giugno. Meloni la usa come arma di trattativa con l'Europa per la flessibilità sull'energia, mentre il ministro della Difesa considera la questione una scelta necessaria, a prescindere dalla trattativa con Bruxelles. Secondo un retroscena riportato oggi dal Messaggero tra i due ieri a Palazzo Chigi i toni si sarebbero accesi oltre il livello di guardia.I ''provvedimenti del governo in arrivo per scongiurare gli effetti della crisi'' energetica ''saranno sempre puntuali", ha assicurato Meloni. "Nel senso che ovviamente io comprendo la preoccupazione dei cittadini in questo periodo, è un po' anche la mia preoccupazione, però voglio anche dire a quei cittadini che possono stare certi del fatto che il governo farà tutto quello che può e che deve per combattere le conseguenze delle crisi internazionali che noi stiamo vivendo'', ha detto ancora la presidente del Consiglio. Il ''taglio delle accise sul carburante è stato un modo per impedire che esplodesse l'aumento dei prezzi. Per carità è una magra consolazione ma da noi il costo del carburante è cresciuto sensibilmente meno di quanto non sia accaduto per esempio in Francia o in Germania''. Il tema dell'energia ''è la nostra priorità". Del resto, "la questione dei prezzi dell'energia in Italia vecchia è una questione strutturale", ha detto Meloni, ricordando poi che "qualche decennio fa questa nazione ha deciso di rinunciare all'energia nucleare. Lo abbiamo pagato oggi, e questo governo ha il coraggio di riaprire questo capitolo e di riaprire la produzione dell'energia nucleare in Italia: è un modo veloce, sicuro, pulito ed efficace per abbassare i prezzi". Oltre all'equilibrio da trovare tra difesa ed energia, la premier si è espressa anche sul tema immigrazione. "Io di carattere non sono soddisfatta mai, è uno dei miei marchi di fabbrica, però penso sia un fatto che questo governo abbia realizzato un cambio di passo totale rispetto al passato, di fatto interrompendo una volta per tutte l'incremento incontrollato della immigrazione illegale al quale assistevamo da anni", ha detto la premier, rivendicando i risultati del governo. "Abbiamo invertito la tendenza in modo drastico, lo dicono i numeri: a oggi gli sbarchi rispetto al 2023 sono diminuiti addirittura dell'80 per cento e di oltre il 40 per cento rispetto a quando siamo arrivati al governo. E sono aumentati i rimpatri – ha aggiunto –. Anche questo è molto importante: nel 2022 ogni 100 immigrati illegali che sbarcavano in Italia ne venivano rimpatriati circa 4. Oggi ne vengono rimpatriati almeno 35. Dopodiché è un lavoro quotidiano, infinito".Sui fatti di Modena Meloni si è mostrata prudente. "È molto difficile avere un'idea definitiva perché ci sono informazioni che vanno in un senso o nell'altro, cioè sia nel senso del caso psichiatrico sia nel senso di precedenti che erano invece legati anche a un'idea di fondamentalismo. Quindi stiamo aspettando il lavoro definitivo degli inquirenti, della magistratura che possa darci una lettura definitiva", ha detto la presidente del Consiglio. "Chiaramente io guardo allo scenario peggiore possibile che nel caso nostro ovviamente è quello del rischio fondamentalista e su questo noi siamo concentrati ma ci siamo mossi molto prima del conflitto – ha continuato –. Sappiamo quali sono le conseguenze nazionali che possono derivare dalle crisi internazionali: il nostre comitato anti-terrorismo, la nostra intelligence, le nostre forze dell'ordine a tutti i livelli sono dall'inizio mobilizzati".