Difesa comune, sostegno a Kiev e adesione dell’Ucraina all’Unione europea. La vicepresidente della commissione Esteri della Camera indica la rotta del Pd in vista del Consiglio europeo e marca le distanze sia dalle ambiguità della maggioranza sia dalla linea del Movimento 5 Stelle. Per Quartapelle, l’interesse nazionale italiano passa sempre di più da un’Europa più forte e più integrata

L’Ucraina continua a essere la cartina di tornasole della politica italiana. Alla vigilia del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, mentre Giorgia Meloni nella comunicazione alla Camera prova a tenere insieme le diverse anime della maggioranza su difesa, sicurezza e allargamento dell’Unione, è il fronte delle opposizioni a mostrare una frattura non meno significativa. Da una parte il Partito democratico, che nella propria mozione parlamentare rilancia con decisione ed estrema chiarezza il sostegno a Kyiv, la difesa comune europea e il percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione. Dall’altra il Movimento 5 Stelle, che sceglie di presentare un documento autonomo e una linea distante da quella dem. Una differenza politica che va oltre il dibattito parlamentare e che tocca il futuro stesso del campo largo. Per Lia Quartapelle, vicepresidente della commissione Esteri della Camera e parlamentare del Pd, la sfida è ormai evidente: “Non si può essere europeisti a parole e non nei fatti”, dice a Formiche.net. E proprio dall’Europa, sostiene la dem, passerà una parte decisiva del confronto politico che accompagnerà il Paese fino alle prossime elezioni.