Impugnata la legge regionale della Sardegna sul salario minimo negli appalti delle aziende pubbliche e controllate. Nello specifico, il Consiglio dei ministri ha deliberato di impugnare la legge regionale del 9 aprile scorso su “Disposizioni per la qualità e la sicurezza del lavoro, per il contrasto al dumping contrattuale, nonché per la stabilità occupazionale nei contratti pubblici d’appalto o di concessione eseguiti sul territorio regionale”. Secondo Palazzo Chigi nella normativa sarda alcune disposizioni, «eccedendo dalle competenze statutarie e ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di concorrenza, violano l’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione».
Cosa prevede la norma
La legge approvata dal Consiglio regionale della Sardegna riguarda il salario minimo regionale, e introduce una soglia minima di 9 euro per le retribuzioni nei contratti di appalto e nelle concessioni affidate dalla Regione, dagli enti locali, dalle aziende sanitarie e dalle società controllate.
Il controllo
Tra le misure introdotte dalla norma c’è l’istituzione di un Comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro, con funzioni di controllo e la predisposizione di report annuali sull’applicazione delle disposizioni e sull’andamento dei costi della manodopera. « Il monitoraggio - aveva sottolineato la presidente della Regione Alessandra Todde - sarà essenziale per garantire l’efficacia delle misure introdotte».










