FIRENZE. Il Governo ha impugnato la legge toscana sul salario minimo, la numero 30 del 18 giugno 2025 che ha introdotto nelle gare regionali ad alta intensità di manodopera basate sul criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, un criterio premiale per le aziende che applicano un salario minimo orario non inferiore a 9 euro lordi.

La decisione è stata presa nel Consiglio dei ministri di ieri: in base a quanto si legge nel comunicato diffuso dopo il Cdm l'impugnazione è stata decisa «in quanto talune disposizioni, ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di tutela della concorrenza, violano l'articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione».

«Se la concorrenza la si deve fare sulla pelle dei lavoratori, siamo ben felici di aver promosso e approvato una legge che secondo il Governo viola le regole vigenti», commenta Vincenzo Ceccarelli, capogruppo del Pd in Consiglio regionale. «Premiare le aziende che partecipano ad appalti pubblici regionali, se garantiscono ai propri operai un salario minimo non inferiore a 9 euro - aggiunge -, è un modo per spingere le aziende a competere liberamente, come prevedono le regole della libera concorrenza, ma partendo dal principio che la salute dei lavoratori e la qualità del lavoro non possono essere messi in discussione mai, soprattutto quando ci si propone come fornitori della Pa, nella realizzazione di opere pubbliche».