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5 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 18:27

Il governo ha impugnato la legge della Toscana sul salario minimo. Il motivo? Alcune disposizioni del provvedimento approvato il 18 giugno 2025 si pongono secondo Palazzo Chigi “in contrasto con la normativa statale in materia di tutela della concorrenza” e “violano l’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione“. La legge ha introdotto nelle gare regionali ad alta intensità di manodopera basate sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa un criterio premiale per le aziende che applicano un salario minimo orario non inferiore a 9 euro lordi. Ora arriva il niet del governo, che lo scorso gennaio aveva impugnato anche la legge regionale pugliese in materia lamentando il contrasto con la normativa statale e la violazione degli articoli 97 e 117 della Carta. Singoli Comuni, da Bacoli a Napoli, si sono mossi nella stessa direzione.

“Ancora una volta il Governo Meloni dimostra di avere paura del salario minimo”, commenta la segretaria del Pd, Elly Schlein. “È scandaloso considerato che le famiglie non riescono ad arrivare alla fine del mese per le bollette alte e gli stipendi bassi. Stiano tranquilli, non solo continueremo a batterci perché in Parlamento torni la legge di iniziativa popolare su cui abbiamo raccolto oltre centomila firme, ma il salario minimo sarà centrale in tutti i programmi elettorali nelle regioni in cui andremo al voto. Non ci fermeranno con questi trucchetti”. “Ormai il Governo Meloni è diventato soltanto un organo di propaganda politica”, rincara in una nota congiunta un drappello di parlamentari Pd, da Simona Bonafè e Marco Furfaro, Laura Boldrini e Silvio Franceschelli. “Dopo aver annunciato la Zes nelle Marche nel disperato tentativo di nascondere i disastri della destra nella Regione, adesso tenta di affossare per l’ennesima volta le riforme della Giunta Giani. Dopo aver impugnato poche settimane fa la norma regionale sul ‘fine vita’ adesso blocca la legge sul salario minino. Siamo francamente sconcertati da un governo ormai fuori dalla realtà, immobile ed incapace di dare risposte alle necessità delle famiglie ed ai diritti delle persone”.