Rafforzare le clausole per la sal­vaguardia dei livelli occupazionali negli strumenti di gestione di cri­si complessa. I contratti di pro­gramma, gli accordi di sviluppo e i contratti di sviluppo, nonché i finanziamenti erogati nell’ambito di programmi europei cofinanziati dai fondi strutturali o da strumen­ti dell’Unione europea (incluso il Fondo InvestEU), sono subordi­nati ad un impegno pluriennale di mantenimento dei livelli occupa­zionali da parte del soggetto be­neficiario.

Lo prevede un emendamento al decreto Lavoro firmato dai rela­tori, Walter Rizzetto (Fdi, presi­dente della commissione Lavo­ro della Camera), Tiziana Nisini (Lega) e Chiara Tenerini (Fi).

La proposta dei relatori prevede che l’impegno di mante­nimento occupazionale abbia una durata non inferiore a tre e non superiore a sette anni dalla data di erogazione dell’ultima tranche di finanziamento. «Tra gli emen­damenti depositati come relato­ri- spiega Rizzetto -, quello sulle crisi aziendali ispirato alla vicenda Electrolux è in fase di riformula­zione insieme al Mimit, c’è poi una modifica che riguarda il giusto sa­lario riferito al Trattamento eco­nomico complessivo, rafforzando il ruolo delle sigle sindacali minori nella contrattazione collettiva. Un altro emendamento allinea le norme sui rider alla direttiva europea».