Incassa la fiducia alla Camera il decreto sul salario giusto, a cui vengono vincolati gli incentivi all'occupazione, e il contrasto al caporalato digitale, entrato in vigore il primo maggio. Le norme valgono per il settore privato. A disposizione ci sono 934 milioni destinati ai bonus per le assunzioni, fatte fino a fine anno, di giovani, donne svantaggiate e disoccupati nell'area Zes (Zona economica speciale) e per le stabilizzazioni, con la trasformazione dei contratti da tempo determinato a indeterminato. Queste le misure principali.
IL SALARIO GIUSTO. Il testo stabilisce innanzitutto che la contrattazione collettiva costituisce lo strumento per la determinazione del salario giusto. E specifica che per la sua individuazione si deve fare riferimento al Trattamento economico complessivo (Tec) definito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Per i contratti 'minori', il Tec non può essere inferiore a quello determinato dai Ccnl leader.
IL TEC. All'interno del Trattamento economico complessivo entrano tutte le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite, comprese le mensilità aggiuntive (come la tredicesima) e le indennità e si aggiungono anche le prestazioni di welfare contrattuale ed eventuali altri istituti e indennità con valore economico: come definite - si indica in entrambi i casi - dai contratti collettivi.







