“Ho letto con interesse la proposta di legge depositata dalla collega Barbuto sul salario minimo nei contratti pubblici regionali protocollata lo scorso 3 giugno 2026 – dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi -. Trovo il testo largamente condivisibile nei contenuti, del resto, è sostanzialmente coincidente con quello che io stesso ho depositato il 17 dicembre scorso (prot. n. 25055), dal titolo ‘Tutela della retribuzione minima salariale nei contratti della Regione Calabria’”.Il consigliere delinea poi i punti cardine della sua iniziativa, spiegando come il provvedimento intervenga concretamente a costo zero per le casse pubbliche. “La legge che ho presentato sei mesi fa – dice Laghi – impegna la Regione, le aziende del sistema sanitario regionale, le agenzie, le autorità e tutti gli enti strumentali regionali a indicare, in ogni procedura di gara e in coerenza con l’articolo 11 del Codice dei contratti pubblici, il contratto collettivo più attinente all’attività, stipulato dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Quegli stessi soggetti hanno l’obbligo di verificare che il contratto preveda una retribuzione minima tabellare pari a nove euro l’ora; e, quando l’impresa dichiara di applicare un contratto differente, di condurre il giudizio di equivalenza sui dodici parametri dell’allegato al codice degli appalti, accertando comunque la soglia inderogabile dei nove euro. Tutto questo senza un euro di nuovi oneri per il bilancio regionale”.
Salario minimo negli appalti, la proposta di legge attende da dicembre. Laghi: "Inutile iniziare ogni volta da capo" (Calabria 7)
"Ho letto con interesse la proposta di legge depositata dalla collega Barbuto sul salario minimo nei contratti pubblici regionali protocollata lo scorso 3










