Napoli, 27 gen. (askanews) – In Campania sindacati divisi sul Salario minimo di 9 euro negli appalti pubblici, primo disegno di legge della nuova giunta Fico in Regione Campania. “L’introduzione segna una importante svolta nell’approccio verso il mondo del lavoro e, in particolare, negli appalti commissionati dalle strutture e dalle aziende di competenza regionale”, ha sottolineato il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, ribadendo “la centralità della contrattazione collettiva” e guardando “con molta attenzione alla proposta regionale”.

“Tuttavia – ha aggiunto – ci sono alcuni aspetti da approfondire sui quali auspichiamo un confronto con le organizzazioni sindacali nel percorso di discussione che porterà il disegno di legge all’approvazione del Consiglio regionale”.

“Un salario minimo negli appalti pubblici – ha ragionato Ricci – contribuisce ad elevare i livelli di legalità e qualità del lavoro, anche per contrastare il cosiddetto fenomeno dei contratti pirata. È importante stabilire un limite sotto il quale non si può parlare di dignità delle lavoratrici e lavoratori”.

“In linea di principio la Uil non è contraria a individuare una soglia minima sotto la quale non si possono appaltare i lavori pubblici, a partire da quelli di competenza regionale, ma credo che sarà necessario leggere la delibera e l’iter di approvazione per quanto concerne il provvedimento sul salario minimo della giunta regionale”, ha evidenziato Giovanni Sgambati, segretario generale della Uil di Napoli e Campania.