Pronta la raffica di soppressivi, ma anche un pacchetto di modifiche: listone, parità di genere, fuorisede, firme digitali e Trentino. E con il M5s ancora si tratta
Una valanga di emendamenti per provare a fermare la nuova legge elettorale della maggioranza. La linea del campo largo sullo “Stabilicum” comincia a prendere forma, in vista della scadenza di domani, 11 giugno, per il deposito degli emendamenti in commissione alla Camera. Il blocco dominante sarà composto da emendamenti soppressivi, spiegano a Open: è circa il 90% del pacchetto messo a terra in queste ore. Ma accanto alla linea dell’ostruzionismo si lavora anche a una serie di modifiche di merito, alcune ancora da limare tra gli alleati, per colpire i punti più deboli del testo-bis della maggioranza.
Il primo è quello della rappresentanza. Il meccanismo previsto dal nuovo testo, ha spiegato ai suoi la segretaria dem Elly Schlein nella riunione di questa mattina con i gruppi del Pd, rischia di allontanare ancora di più eletti ed elettori. Il premio di governabilità, infatti, secondo lo schema della destra verrebbe assegnato attraverso un listone nazionale di candidati bloccati. Una soluzione che al Nazareno viene considerata indigeribile: il cittadino voterebbe nella propria circoscrizione, ma contribuirebbe anche a far eleggere nomi scelti altrove, senza alcun legame diretto con il territorio.











