La patrimoniale è un puntino all’orizzonte nel programma del campo largo: ci sono contrari dentro al Pd, figurarsi i centristi della coalizione (Renzi o chi sarà), ha dubbi il M5s. Ma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sente già l’odore di voto nell’aria, in qualunque momento arriverà è il momento di cominciare a correre: a primavera o in autunno che sia, politica economica o estera che sia, è il momento di cominciare a sgassare sull’acceleratore. Ed eccola sul palco dell’assemblea di Confcommercio che espone lo scandalo e lo brandisce: “Altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad avere patrimonio dopo decenni di sacrifici”. La platea si scalda, applaude, è come un rigore senza portiere. Il riferimento della premier è a un’espressione di principio che la segretaria Elly Schlein aveva pronunciato ad Accordi&Disaccordi, sul Nove: “Tassare i super-ricchi non dev’essere un tabù”. Consapevole che però la parola “patrimoniale” fa mettere nei capelli a tutta la coalizione – che già ogni tanto si riscopre un po’ fragile – la leader democratica aveva precisato che il provvedimento (se per caso il centrosinistra riuscisse davvero ad arrivare al governo) non è nel programma dell’alleanza progressista.
Patrimoniale, Meloni attacca il centrosinistra a Confcommercio | Il Fatto Quotidiano.it
Meloni attacca il centrosinistra sulla patrimoniale. Il Pd risponde: "Agita spettri per non parlare del caro vita"
















