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Tassare i patrimoni? Non siamo la Repubblica delle banane. La premier Giorgia Meloni affonda il solito ritornello da campagna elettorale della sinistra. “In questi anni abbiamo lavorato molto anche per rafforzare il potere d’acquisto degli italiani. Abbiamo agito su più fronti, il primo dei quali è stato il taglio delle tasse sul costo del lavoro. Siamo partiti ovviamente dai redditi più bassi, via via abbiamo allargato il raggio d’azione, non intendiamo fermarci, vogliamo fare di più, particolarmente per alleggerire il carico fiscale sul ceto medio perché il taglio delle tasse è uno dei grandi obiettivi di questo governo. Per intenderci, altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad averlo, un patrimonio dopo decenni di lavoro e di sacrificio”, ha detto la premier parlando all’Auditorium della Conciliazione.

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Meloni: Italia non è Repubblica delle banane, qui si rispettano le regole

La questione della patrimoniale di recente è tornata al centro del dibattito politico, spinta dalle forze di opposizione. La premier, già in passato, aveva espresso la sua contrarietà verso questo tipo di misure definendole “ricette tardo-comuniste che non passeranno in ogni caso fin quando governiamo noi”. Il governo si è mosso per contrastare il “fenomeno odioso delle attività ‘apri e chiudi’, ovvero quelle attività molto spesso gestite da extracomunitari che eludono il fisco aprendo e chiudendo in breve tempo, non pagando le tasse, poi chiudendo e riaprendo sotto un altro nome”, ha detto ancora la presidente del Consiglio.