Fisco 11 giugno 2026 alle 00:33E avvisa le attività “apri e chiudi”: «Non siamo la Repubblica delle banane»
No alla patrimoniale, sì alla riduzione delle tasse sul ceto medio. Giorgia Meloni sintetizza così la politica fiscale del governo, respingendo l’ipotesi avanzata (e subito ritirata) da Elly Schlein di una tassa sui patrimoni e rilanciando invece sul taglio dell’Irpef.
«Fenomeno odioso»
«Non intendiamo fermarci, vogliamo fare di più. Altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad avere patrimonio dopo decenni di sacrifici», ha scandito Meloni all’assemblea di Confcommercio. Per poi ribadire un suo cavalli di battaglia per il settore del commercio e dei servizi, ovvero la lotta contro «il fenomeno odioso» delle attività apri e chiudi, ovvero «quelle attività molto spesso gestite da extracomunitari che eludono il fisco aprendo e chiudendo in breve tempo, non pagando le tasse», «Questa non è la repubblica delle banane, qui si rispettano le regole». Sul fronte fiscale, l’obiettivo mai nascosto dal governo è allargare la platea dei beneficiari del taglio dell’Irpef, portando dal 35% al 33% l’aliquota per i redditi fino a 60mila euro. Il governo è riuscito finora a ridurre il carico fiscale per la fascia fino a 50mila euro, ma il nuovo taglio - risorse permettendo - potrebbe tornare tra le priorità ed essere uno dei piatti forti della prossima manovra. La richiesta è arrivata non a caso proprio dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che vede nella riduzione dell’aliquota «un giusto riconoscimento al ceto medio».











