No alla patrimoniale, sì alla riduzione delle tasse sul ceto medio. Giorgia Meloni sintetizza così la politica fiscale del suo governo, respingendo l'ipotesi avanzata (e poi subito rimangiata) da Elly Schlein di una tassa sui patrimoni e rilanciando invece sul taglio dell'Irpef.

"Non intendiamo fermarci, vogliamo fare di più. Altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad avere patrimonio dopo decenni di sacrifici", ha scandito Meloni all'assemblea di Confcommercio, la prima dopo dieci anni a vedere la partecipazione di un presidente del consiglio.

L'INTERVENTO DI MELONI:

Ad evidenziarlo è la stessa premier che proprio davanti alla platea dell'associazione torna anche a ribadire un altro dei suoi cavalli di battaglia per il settore del commercio e dei servizi, ovvero la lotta contro "il fenomeno odioso" delle attività apri e chiudi, ovvero "quelle attività molto spesso gestite da extracomunitari che eludono il fisco aprendo e chiudendo in breve tempo, non pagando le tasse".

"Questa non è la repubblica delle banane, - ha assicurato la premier - qui si rispettano le regole". Sul fronte fiscale, l'obiettivo mai nascosto dal governo, ribadito più volte anche dal viceministro delle Finanze Maurizio Leo, è quello di allargare la platea dei beneficiari del taglio dell'Irpef, portando cioè dal 35% al 33% i redditi fino a 60.000 euro. Il governo è riuscito finora a ridurre il carico fiscale per la fascia fino a 50.000 euro, ma il nuovo taglio - risorse permettendo - potrebbe tornare tra le priorità ed essere uno dei piatti forti della prossima manovra.