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Gli Stati Uniti stanno ostacolando l’ingresso nel paese a molti giocatori, tifosi e altre persone coinvolte nei Mondiali di calcio, che si svolgeranno dall’11 giugno al 19 luglio tra Canada, Messico e Stati Uniti. Ad alcuni membri delle delegazioni sono stati negati i visti, altri sono stati interrogati per ore alla frontiera, altri ancora potranno entrare negli Stati Uniti solo per giocare le partite.
Un esempio è quello di Omar Artan, un arbitro somalo che avrebbe dovuto dirigere alcune partite dei prossimi Mondiali, ma è tornato in Somalia dopo essere stato interrogato per 11 ore e poi respinto all’aeroporto di Miami, negli Stati Uniti. Artan sarebbe stato il primo cittadino somalo ad arbitrare le partite dei Mondiali, e nonostante le persone provenienti dal suo paese normalmente non possano entrare negli Stati Uniti sembrava che per lui fosse stata fatta un’eccezione, anche per via di un visto diplomatico rilasciatogli dal suo governo. Invece è dovuto tornare in Somalia, e le autorità statunitensi non hanno dato una spiegazione ufficiale del perché non sia stato fatto entrare nel paese.
La FIFA, che organizza l’evento, è stata criticata per non aver cercato di mediare con gli Stati Uniti. Nel caso di Artan ha detto di non essere coinvolta nella gestione dell’immigrazione del paese ospitante e che è quest’ultimo a decidere chi far entrare.
