Marta Giuliani, psicologa e sessuologa che da anni lavora con le scuole, ha spiegato a Fanpage.it perché la legge Valditara sul consenso informato nelle scuole rischia di avere conseguenze pericolose per i bambini e i ragazzi: l’educazione sessuale e affettiva a scuola, ha detto Giuliani, perché dà ai più giovani gli strumenti per imparare a gestire i propri corpi e le proprie emozioni in modo più sano.

La scorsa settimana è diventato ufficialmente legge il ddl Valditara sul consenso informato. Un testo che di fatto chiude la porta, o complica parecchio la strada, all'educazione sessuale e affettiva nelle scuole. Alle elementari e nella scuola dell'infanzia diventa completamente vietato affrontare alcun tema che abbia a che fare con la sessualità (con dei paletti ancora tutti da fissare per stabilire quanto sia ampia questa definizione).

Alle medie e alle superiori si potrà fare, ma solamente se i genitori firmano il consenso dopo aver avuto a disposizione tutti quanti i materiali che i professionisti interpellati intendono usare; i professionisti in questione dovranno essere approvati dal consiglio d'istituto; la scuola dovrà impegnarsi non solo a lasciare sempre in aula un insegnante, ma anche a organizzare attività alternative (con altro personale, quindi) per chi non ha avuto il consenso dei genitori. Fanpage.it ne ha parlato con la psicologa, psicoterapeuta e sessuologa Marta Giuliani, consigliera dell'Ordine degli psicologi del Lazio e segretaria nazionale di Altra psicologia. L'associazione ha lanciato una raccolta firme per chiedere che il ddl Valditara venisse cambiato, raccogliendo oltre 25mila firme prima che il Parlamento arrivasse all'approvazione definitiva.