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Francesca Visentin
Interventi di Marina Calloni, Barbara Poggio, Vera Gheno, Lorenzo Gasparrini sulla neo legge che introduce il consenso informato per l'educazione sessuo-affettiva a scuola
Prevenzione della violenza di genere? Un percorso a ostacoli riuscire a farla nelle scuole, dopo l’approvazione della legge Valditara sull’educazione affettiva e sessuale. Lo sostengono centri antiviolenza, esperte, esperti, istituzioni che da sempre si occupano del tema. La nuova legge prevede il consenso informato scritto di genitori e studenti per avviare attività e progetti su affettività e sessualità. Nelle scuole dell’infanzia e primaria, invece, ogni progetto viene vietato.
«Così si indebolisce la prevenzione della violenza, rendendo complessi e burocratizzati i percorsi di educazione affettiva e sessuale – incalza Barbara Poggio, nel cda della Fondazione Cecchettin, prorettrice alle politiche di equità e diversità all’Università di Trento - . Parlare con ragazze e ragazzi di consenso, relazioni paritarie, rispetto dei confini personali, emozioni, stereotipi, non significa sostituirsi alle famiglie, ma costruire un’alleanza educativa più forte. Perché la violenza di genere non nasce all’improvviso. E tutto ciò di cui non si parla, difficilmente si riconosce».













