Il digiuno intermittente può essere utile per perdere peso, ma richiede cautela. Una metanalisi segnala possibili differenze legate all’età, con effetti da monitorare su massa muscolare, colesterolo LDL e parametri metabolici. Per gli autori, l’approccio va personalizzato e valutato con uno specialista

Gli effetti del digiuno intermittente non sono uguali per tutti e l’età può influenzare in modo significativo benefici e possibili rischi. È quanto emerso da una nuova metanalisi pubblicata su Nutrients, che ha analizzato gli effetti di diversi schemi di digiuno intermittente su giovani adulti, adulti di mezza età e persone più anziane. I risultati suggeriscono che questa pratica può favorire la perdita di peso, ma che le risposte dell'organismo variano a seconda della fase della vita, con possibili differenze anche per quanto riguarda gli effetti su massa muscolare, colesterolo e altri parametri metabolici.

La metanalisi, condotta da un team di scienziati cinesi, ha preso in considerazione due modalità di digiuno intermittente: l’alimentazione a tempo limitato e il digiuno 5:2. Nel primo caso i pasti vengono concentrati in una determinata finestra oraria, per esempio otto ore, mentre nelle restanti sedici si digiuna. Nel secondo caso si mangia normalmente per cinque giorni alla settimana e si riduce in modo marcato l’apporto calorico negli altri due. I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi: giovani adulti tra 18 e 30 anni, adulti tra 30 e 44 anni e persone dai 45 anni in su.