Un nuovo rapporto di Greenpeace denuncia come l'oro estratto illegalmente continui a entrare nei mercati internazionali, compresa l'Europa

@Greenpeace Brasile

C’è un filo invisibile che collega la foresta amazzonica alle vetrine delle gioiellerie, ai caveau delle banche e ai mercati finanziari di mezzo mondo. È un filo d’oro. E secondo Greenpeace, troppo spesso è macchiato di deforestazione, violazioni dei diritti umani e distruzione di territori indigeni.

Nel nuovo rapporto Gold Laundering in the Amazon: Anatomy of a Fraud, Greenpeace Brasile denuncia come l’estrazione illegale di oro continui ad avanzare nella più grande foresta tropicale del pianeta, favorita da falle normative e da un sistema di controlli incapace di garantire una reale tracciabilità del metallo prezioso.

Dietro gioielli, lingotti e investimenti, insomma, potrebbe nascondersi una filiera opaca che parte dalla devastazione dell’Amazzonia.