L'ambasciatore sui bimbi in aula con Hijazi: "Deplorevole". I dem: "Insulta"
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Il caso di Modena sta scuotendo anche l'ambiente diplomatico. Cinque classi hanno partecipato a un evento in cui dei bambini piccoli hanno cantato "Free free palestine" davanti a Sulaiman Hijazi, indagato per terrorismo, e a Wael Dahdouh, referente di Al Jazeera a Gaza. Proprio per la gravità dell'accaduto a intervenire è stato l'ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled: "Bambini indottrinati all'odio da parte di estremisti islamici legati a Mohammad Hannoun, alla presenza del sindaco di Modena, città che ha recentemente subito un attentato terroristico. Episodio deplorevole che desta estrema preoccupazione e che deve essere condannato da chiunque abbia a cuore in futuro dell'Italia. Accolgo con favore l'avvio di un'inchiesta da parte del ministro Valditara", ha scritto allegando l'articolo de Il Giornale da cui nasce l'inchiesta (il suo post nella foto). Ma il Pd, invece di preoccuparsi per l'indottrinamento dei minori, si è schierata contro Peled e Il Giornale: "L'ambasciatore israeliano, prima di gettare ombre su Modena e sul suo sindaco, avrebbe fatto bene ad ascoltare il suo motivato intervento invece di leggere soltanto quanto riportato da un giornale di destra". Ma, come lo stesso partito dovrebbe sapere, il primo cittadino non ha smentito nulla. E nella sua versione non nega che Hijazi fosse con i bambini. Ed è questo il punto attorno a cui ruota la responsabilità di chi ha consentito che ciò avvenisse. Anche perché, a discapito delle informazioni che sono state fatte trapelare, il coro non è partito dai bambini, ma da una donna vestita di giallo, che batteva le mani e teneva il ritmo del coro.














