MODENA – Non si placano le polemiche attorno alla partecipazione di Sulaiman Hijazi, attivista palestinese indagato dalla Procura di Genova su presunti finanziamenti ad Hamas, a un incontro con alcuni scolari di Modena. Un caso sollevato da Il Giornale cui ha risposto il sindaco di Modena Massimo Mezzetti con una lunga lettera: “Non lo conoscevo, faceva da interprete”, e negando che in sua presenza si sia parlato del conflitto israelo-palestinese né che ai bambini sia stato fatto cantare “Free free Palestine”. Ad alimentare la polemica le reazioni del centrodestra. L’Ufficio scolastico regionale ha annunciato approfondimenti ed è intervenuto anche il ministro della Scuola Giuseppe Valditara: “Se qualcuno pensa ancora di poter fare della scuola un luogo di indottrinamento e di propaganda sbaglia. Questo ministero non lo consentirà".
E’ lo stesso Hijazi a rispondere agli attacchi parlando con l’Ansa. “E' una polemica assurda, creata sul nulla, senza nessuna argomentazione. Sono sicuro che la mia posizione sarà archiviata, ma in ogni caso indagato non vuol dire colpevole, vuol dire presunto innocente. Non capisco perché le persone vengono trattate come se fossero delinquenti". "Io sono una persona che odia l'ingiustizia, io sono palestinese, l'ingiustizia è nata con me”, sottolinea. “Continuerò a fare quello che faccio, non permetterò mai a nessuno di usare il mio nome per attaccare i politici, per infangare chi mi incontra. Purtroppo stanno cercando e stanno riuscendo ad allontanare le persone da me e questo mi dispiace", aggiunge il palestinese che è indagato, a piede libero, nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Genova su presunti finanziamenti ad Hamas.










