A Modena un gruppo di bambini delle scuole elementari ha partecipato a un incontro con il giornalista di Al Jazeera Wael Al-Dahouh, corrispondente da Gaza, e con il suo interprete Sulaiman Hijazi, considerato uomo vicino ad Hamas, indagato a Genova per presunta attività terroristica. All’incontro si è visto per mezz’ora anche il sindaco Pd di Modena, Massimo Mezzetti. Alla fine, i bambini hanno intonato in coro ‘Free free Palestine’.
Dopo le tante polemiche, il sindaco ha spiegato che non sapeva che Hijazi fosse indagato (e gli crediamo) e che a quell’incontro, finché c’è stato lui, non si è parlato di guerra (ma di che cosa si sarebbe dovuto parlare?). Hijazi, invece, ha spiegato, bontà sua, che indagato non significa colpevole. Crediamo anche a lui. E crediamo alla buona fede del Movimento per la cooperazione educativa, il gruppo di insegnanti che ha organizzato l’evento.
Perché crediamo a tutti costoro? Perché l’episodio non ci meraviglia affatto. E’ lo specchio di una scuola intrisa di ideologia, che non insegna ma indottrina. E, si badi bene, non discutiamo qui della fondatezza dell’ideologia in questione, ognuno è libero di pensarla come vuole. Ma l’approccio è sbagliato a prescindere.






