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Federica Gabrieli

Il preside dell'Istituto Alberini di Villorba, in provincia di Treviso: «Tanti si diplomano ma poco più della metà resta nella ristorazione. Il tempo libero a disposizione è un fattore decisivo»

«Cercano cuochi e camerieri, ma i ragazzi non restano». Le richieste arrivano ogni giorno. Ristoranti, hotel, catene di supermercati. Tutti cercano personale: cuochi, camerieri, addetti all’accoglienza. Eppure, mentre il mondo della ristorazione denuncia una carenza cronica di lavoratori, appena archiviato l’anno scolastico 2025-2026 una domanda continua a rimanere sospesa: dove finiscono i ragazzi degli istituti alberghieri?

I diplomatiAll’Istituto Alberini di Villorba i numeri sono importanti: circa 900 studenti e 180 diplomati all’anno tra cucina, sala e accoglienza turistica. Ma il punto, spiega il dirigente scolastico Edi Brisotto, non è quanti giovani vengano formati, semmai quanti decidano di restare davvero nel settore. «Secondo i dati che analizziamo attraverso le statistiche della Fondazione Agnelli, circa il 90% dei nostri diplomati trova occupazione. Ma poco più della metà continua a lavorare nella ristorazione». Un dato che, secondo il dirigente, impone una riflessione profonda: «Io mi chiedo: è un problema della scuola o del settore? Evidentemente la ristorazione, oggi, è diventata meno attrattiva».