Poi ci lamentiamo della fuga dei laureati

Mario Alberto Marchi

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Quasi un’assunzione su tre tra quelle programmate dalle imprese venete riguarda un under 30: il 31 per cento, secondo le previsioni Excelsior di Unioncamere per maggio. Sembra una porta spalancata. Lo è meno di quanto appaia, perché la stessa rilevazione segnala che il 62 per cento delle aziende, al momento di assumere, pretende esperienza specifica o maturata nello stesso settore.

Letti insieme, i due numeri disegnano il paradosso che chi cerca il primo impiego conosce a memoria. Il sistema dichiara di volere i giovani e nello stesso istante chiede loro ciò che, per definizione, un giovane non ha ancora accumulato: un passato professionale. La statistica li include — un terzo delle entrate previste è loro — ma il requisito li ferma sulla soglia. È un’inclusione condizionata, che regge finché si resta nella colonna delle intenzioni e si complica appena si passa al colloquio.