Prima studenti e poi, subito dopo la maturità, dall’altra parte della cattedra. Stefano Isella e Raffaele Rignanese, vanno in pensione dopo 48 anni ininterrotti all’istituto alberghiero Vespucci: cinque da alunni e altri 43 da insegnanti del laboratorio di cucina e enogastronomia. Un corso di studi che ha vissuto ben tre riforme ministeriali. Nel 1980 l’alberghiero rilasciava solo un attestato, non il diploma, e durava solo tre anni Stefano e Raffaele, invece, hanno potuto frequentare subito il corso quinquennale, ottenendo il diploma che permetteva anche di diventare insegnante tecnico-pratico, figura fondamentale, soprattutto nel corso di cucina.
Isella, in realtà, a insegnare non ci pensava. «Finita la scuola sono partito per il servizio militare. Ero nei parà. Ho fatto il corso per ufficiali della Folgore a Pisa e poi a Livorno». Un brutto incidente stradale, però, mette fine alla carriera militare. «Da militare mi capitava di insegnare alle reclute e ho capito che un po’ di passione anche per questo campo lo avevo. Così sono tornato qui al Vespucci. Ma affianco tuttora anche ‘insegnamento agli adulti per alcune cooperative nel carcere di San Vittore e in altre realtà di reinserimento lavorativo. Purtroppo le riforme hanno tagliato parecchie ore nella mia materia: il primo anno insegnavo per 18 ore settimanali nella stessa classe. Ora sono 6 al massimo. Del resto, la nostra è una materia costosa, perché prevede l’uso di materie prime». L’utenza dell’alberghiero è cambiata: «I diplomati della mia prima classe oggi sono tutti cuochi, chef o lavorano ancora nel settore. Nella quinta che lascerò, solo due proseguiranno. Le trasmissioni tv dedicate alla cucina attirano i giovani, ma danno un’immagine del nostro lavoro che non ne rispecchia tutte le sfaccettature. Dà molte soddisfazioni, ma devi prenderlo nel verso giusto, se no rischia di essere stancante». Con tanti ex allievi è ancora in contatto. «Mi chiamano per consulenze quando devono aprire nuovi locali o cambiare il menù. È fondamentale restare aggiornati : negli anni cambiano i metodi di cottura e tanto altro. Devi conoscere un po’ di tutto, anche la pasticceria, i vini». Cosa non scorderà mai? «In laboratorio sei accanto ai ragazzi e li vedi già come se fossimo in un ambito lavorativo. Ne conosci le aspettative, vedi chi sarà un leader…».






