Afine agosto gli studenti e le studentesse di Alma partiranno per i rispettivi stage. Trascorreranno cinque mesi nelle cucine di ristoranti, osterie, rifugi e agriturismi. Non è dato sapere dove, ma delle preferenze sono state espresse. Chissà se andrà come sperano.
L'anno accademico de la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, nata 20 anni fa nella settecentesca Reggia di Colorno, in provincia di Parma, ha chiuso i battenti a luglio. Durante le giornate di studio, le cucine si aprono ogni mattina alle quattro arrivano le materie prime, si organizza la dispensa, si allestiscono i piani di lavoro. Alma non è soltanto un luogo dove si insegna a cucinare, ma un sistema formativo che prepara i futuri professionisti dell’ospitalità a un mestiere duro, esigente e spesso idealizzato.
L’EVENTO
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Per i ragazzi e le ragazze che frequentano il corso superiore di cucina italiana – il più importante della scuola – questo percorso si articola in due fasi: cinque mesi residenziali a Colorno, tra tagli, prove pratiche, lezioni teoriche e cene d’autore; poi cinque mesi di stage in una delle oltre settecento strutture convenzionate in Italia. È qui che inizia il vero banco di prova: fuori dalle cucine ordinate della scuola, dentro le brigate reali, in ambienti dove si lavora sotto pressione e il clima non è sempre quello “accademico” e protetto dei mesi di formazione.






