Le lacrime finali condiscono un’esperienza di cinque mesi, nei quali si sono conosciuti, hanno fatto gruppo, ma soprattutto hanno imparato. Anche per Raffaele Trovato, anima e mente dell’Ifse – l’innovativa accademia di alta cucina e pasticceria Italiana ideata a Piobesi Torinese – c’è l’emozione di entrare in contatto con studenti che arrivano davvero da tutto il mondo, basti pensare che la new entry di quest’anno è quella di Baya, ovvero Bayarkhuu Bayarjargal, ventisettenne proveniente dalla Mongolia e che per stare qui, e imparare i segreti della cucina italiana, ha lavorato e risparmiato a lungo. Un investimento, per sè stesso e per la cucina se saprà mantenere le doti dimostrate. E che al pari degli altri studenti sono scoperte e plasmate da un maestro che quotidianamente se ne prende cura, come Riccardo Marello, un papà per generazioni di giovani (e meno giovani) aspiranti chef.
Educazione, non competizione
Non c’è una sfida all’ultimo secondo stile MasterChef. C’è un percorso culturale lungo mesi, seguito da insegnanti che spesso sono anche stati studenti, come Martina Peluso e Sabrina Stravato, oggi nelle cucine di ristoranti stellati e capaci negli ultimi due anni di conquistare il premio Passion Dessert della Michelin. Sono ventiquattro, complessivamente, gli insegnanti che si alternano alla cattedra trattando tutti i temi che il ristoratore e lo chef moderno devono conoscere: dire degli ingredienti e delle tecniche di cucina è scontato, perché c’è un universo fatto di altre conoscenze come la gestione dei food cost, l’igiene in cucina, tecniche di panificazione, di pasticceria, di dessert da ristorazione, di taglio dei formaggi e non ultimo di comunicazione, il saper raccontare un piatto trasmettendo la narrazione al personale di sala.






